LAVORO AL FEMMINILE, RECORD DI IMPIEGATE
Mercoledì 16 Giugno 2010
LAVORO AL FEMMINILE, RECORD DI IMPIEGATE
LA REDAZIONE

“Roma è la città in cui, secondo i dati sociodemologici il tasso di occupazione femminile è uno dei più alti della nazione. All’interno dell’amministrazione comunale la presenza femminile costituisce mediamente oltre il 60 per cento della forza di lavoro impiegata e dobbiamo fare in modo che la valorizzazione del lavoro femminile divenga prassi consolidata”. Lo ha detto in un’intervista ad Affaritaliani.it l’Assessore alle Attività Produttive e al Lavoro Davide Bordoni durante la presentazione di uno studio del Comune di Roma sulla qualità della vita e dei servizi che riguardano soprattutto le donne. Lo studio riguarda le azioni positive e di “gender mainstreaming”, un progetto finanziato nell’ambito della Legge 125/1991 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali condotto in partnership con la Uil e con altre importanti organizzazioni di settore. La ricerca vuole elaborare strumenti ad hoc per poter valutare e programmare politiche pubbliche intese a contribuire concretamente al miglioramento delle condizioni di vita delle donne e degli uomini di Roma. “Le donne, come capacità e numero, rappresentano una forza significativa per la Capitale- aggiunge Bordoni – sia nel mondo del commercio che in quello dei servizi e della Pubblica Amministrazione.. La ricerca che presentiamo ci ha permesso di stabilire che la politica delle pari opportunità si avvia verso una vera e propria metodologia nell’organizzazione del lavoro”. In ogni caso, tuttavia, trovano minori spazi nei ruoli dirigenziali. Nel 2008, infatti, su 24.734 dipendenti dell’amministrazione comunale è vero che il 65 per cento erano donne, ma nonostante ciò il rapporto nel numero dei dirigenti era ancora nettamente a vantaggio degli uomini contro 108 donne. Due i motivi identificati: una non adeguata organizzazione della formazione e la persistenza di alcuni stereotipi culturali sessisti. Lo studio ha già dato ottimi risultati sottolineando l’importanza della sperimentazione di cosiddette “azioni positive” all’interno della P.A. “Fondamentale – ha spiegato Maria Pia Mannino, responsabile del coordinamento pari opportunità Uil – è stato l’aver scelto Roma, ovvero il comune più popolato d’Italia per verificare al suo interno il vero significato della qualità dei servizi, dove donne e uomini trovano ancora difficoltà nel farsi strada in una P.A. tutt’ora fissata su un’organizzazione del lavoro particolarmente gerarchica”.
Si tratta in ogni aso di un progetto complesso. Il Progetto Donna per lo studio delle pari opportunità nasce nel 1989. Oggi si è trasformato in un network che opera a livello europeo . La sua mission è progettare e sperimentare strumenti gestionali organizzativi per promuovere la valorizzazione delle Risorse Umane. Altro organismo coinvolto è la Fondazione G. Brodolini, costituita nel 1971, che ha da subito operato per indagare e dibattere i problemi più rilevanti e urgenti che riguardano l’occupazione, la tutela del lavoro, la protezione sociale. Dal 2000 la Fondazione Brodolini è rappresentante per l’Italia dell’Osservatorio Europeo sull’Occupazione.
In sostanza, solo insieme e uniti si può sperare di produrre cambiamenti sostanziali nel lavoro e nella vita quaotidiana di uomini e donne, con queste ultime in ogni caso sempre più esposte a difficoltà e disagi per il duplice compito di lavoratrici e di organizzatrici della complessa vita famigliare. E la giornata, per tutti, è di 24 ore.