Martedì 22 Giugno 2010
LA SVOLTA ROSA DELLA ROYAL NAVY: SI ALLE DONNE NEI SOTTOMARINI
LA REDAZIONE
Dopo la storica decisione del Congresso americano di permettere agli ufficiali donna della Marina Militare di prestare servizio sui sottomarini, anche la Royal Navy sarebbe pronta a seguirne l’esempio, annunciando entro la fine dell’anno la revisione dei ruoli femminile nelle forze armate che porterà così 11 sottomarini nucleari ad avere marinai donna nei loro equipaggi per la prima volta in 110 anni di storia del Submarine Service britannico. Stando a quanto riporta il Daily Telegraph, pare che l’ultimo veto alla presenza del gentil sesso sui sottomarini sia caduto dopo la pubblicazione dei risultati di uno studio, durato un anno, secondo cui l’esposizione continua all’aria riciclata, ricca di anidride carbonica, come pure la vicinanza ai reattori nucleari non pregiudicherebbe la fertilità femminile. A quanto si è appreso da fonti della Marina inglese, i primi cinque ufficiali donna saliranno a bordo di uno dei quattro Vanguard, equipaggiati con missili Trident, all’inizio del prossimo anno, ma l’obiettivo è di arrivare presto a quota venti.
CONSENSO NON UNANIME - Com’era logico, attendersi, però, la mossa della Royal Navy di aprire alle donne non incontrerebbe unanimi consensi nel mondo militare e se da un lato c’è chi la vede come una scelta obbligata, stante la penuria cronica di ufficiali che decidono di impiegarsi sui sottomarini e, quindi, appare più disposto a comprenderla, c’è chi, invece, proprio non riesce a tollerarla, giudicandola un’assurda ingerenza delle donne in quella che è sempre stata considerata una roccaforte maschile. Da rivedere sarebbe anche la regola del «no touch» fra i due sessi che vige in Marina, di difficile attuazione in uno spazio angusto come un sottomarino, dove le possibilità di contatto sono nell’ordine naturale delle cose, con tutti i problemi del caso (dalle denunce di molestie sessuali alle gravidanze indesiderate). «Non vedo davvero come riusciremo ad evitare i contatti – ha spiegato al tabloid un ufficiale della Royal Navy – e credo che ci vorranno anche più tempo e più soldi del previsto per preparare delle sistemazioni adeguate».
SULLE ORME DELLA NORVEGIA - La prima forza militare internazionale a permettere alle donne di salire a bordo dei sottomarini è stata la Marina norvegese nel 1995, seguita tre anni dopo da quella australiana e, quindi, a ruota, dalla Marina canadese e da quella spagnola. «Sulla carta, è un’operazione fattibile – ha detto un altro ufficiale maschio – ma, in pratica, ci sono un sacco di problemi da affrontare e di ostacoli da aggirare per rendere la prospettiva davvero allettante sia agli uomini che alle donne».
CONSENSO NON UNANIME - Com’era logico, attendersi, però, la mossa della Royal Navy di aprire alle donne non incontrerebbe unanimi consensi nel mondo militare e se da un lato c’è chi la vede come una scelta obbligata, stante la penuria cronica di ufficiali che decidono di impiegarsi sui sottomarini e, quindi, appare più disposto a comprenderla, c’è chi, invece, proprio non riesce a tollerarla, giudicandola un’assurda ingerenza delle donne in quella che è sempre stata considerata una roccaforte maschile. Da rivedere sarebbe anche la regola del «no touch» fra i due sessi che vige in Marina, di difficile attuazione in uno spazio angusto come un sottomarino, dove le possibilità di contatto sono nell’ordine naturale delle cose, con tutti i problemi del caso (dalle denunce di molestie sessuali alle gravidanze indesiderate). «Non vedo davvero come riusciremo ad evitare i contatti – ha spiegato al tabloid un ufficiale della Royal Navy – e credo che ci vorranno anche più tempo e più soldi del previsto per preparare delle sistemazioni adeguate».
SULLE ORME DELLA NORVEGIA - La prima forza militare internazionale a permettere alle donne di salire a bordo dei sottomarini è stata la Marina norvegese nel 1995, seguita tre anni dopo da quella australiana e, quindi, a ruota, dalla Marina canadese e da quella spagnola. «Sulla carta, è un’operazione fattibile – ha detto un altro ufficiale maschio – ma, in pratica, ci sono un sacco di problemi da affrontare e di ostacoli da aggirare per rendere la prospettiva davvero allettante sia agli uomini che alle donne».
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